Pagine

lunedì 30 marzo 2015

Lame

"Tu hai fatto cosa?!"

Tornata su Corona dal viaggio su Safeport la rossa non avrebbe mai retto la frottola che gli aveva propinato per non farlo preoccupare troppo a lungo.

"Sono stata su Safeport, sono andata a ..."

Aveva semplicemente alzato una mano mentre sua moglie gli leggeva la morte negli occhi, ogni minima sfumatura dei suoi sentimenti li poteva chiaramente percepire da quel silenzio assordante che le perforava il cuore. 
Si erano riempite le turchesi di lacrime mentre lui era andato a chiudersi nel suo studio e lei si era ritrovata sola con il figlio in cucina a terminare un pasto che non voleva andare giù nemmeno con un bicchiere di vino.
Nel buio della camera matrimoniale era rimasta per ore ad aspettare sveglia che quella dannata porta si aprisse. Aveva continuato ad aspettare anche per i giorni successivi, senza alcun risultato.

"Invisibile.
Sono semplicemente diventata un fantasma per Henner. So che non avrei dovuto mentirgli, ma non volevo preoccuparlo nè avrei potuto evitare di andare laggiù, stavano morendo troppe persone...troppe.
Lo osservo di nascosto giocare con Kevin in giardino, cercando di prendere il riflesso del suo sorriso. Mi manca, mi manca terribilmente nonostante sia così vicino è ancora più distante di quando ero dall'altra parte del Verse.
Per la prima volta, da che ci siamo messi assieme, sono terrorizzata all'idea di avere una vita senza di lui, distante dal suo amore.
Che cosa ho fatto...."

____ _ ____ _ _____

"Se tuo marito ha fatto così, scusami, ma è uno scemo...dovrebbe ringraziare che sei tornata viva.""Non capisci, gli ho mentito. Ho tradito la sua fiducia e di questo non posso biasimarlo..." 

lunedì 23 marzo 2015

Violence


Erano poche le volte che, come una famiglia, potevano mangiare tutti insieme. 
Sorrideva la piccola rossa guardando papà e mamma che sembravano tesi.

"Dove sei stata questa notte?"
"A lavorare...""A lavorare..." aveva ripetuto l'uomo visibilmente furioso. 


Il fracasso dei piatti che si rompevano,

"Non prendermi per il culo Eva, ti ho seguito stanotte. Lo so che ti sei visto con..con.."
"Mi stai facendo male!"

 le urla di Eva mentre la sbatteva contro la parete tenendola ferma per le braccia

"Basta bugie! Da quanto va avanti?!"
"13 anni..."

le suppliche di Zoey che, dando dei pugni sulla
 schiena del padre, cerca di proteggere sua madre.

"Lascia stare la mamma!"

L'uomo si era fermato come se avesse collegato improvvisamente tutto. Si era voltato guardando la ragazzina ancora tremante e dandole un ceffone che le aveva fatto sbattere la testa contro il muro perdendo conoscenza. 
Si era svegliata poche ore più tardi con un mal di testa atroce. Suo padre al lato del letto che le teneva la mano.

"Che...?"
"Hai sbattuto la testa."

Si era messo chinato su di lei dandogli alcuni baci sulla testa, baci gentili che erano un'infinità, dolci che erano scesi sulle guance sino a diventare strani mentre ne cercava le labbra. 
E, come se fosse scattato qualcosa nel cervello di quell'uomo, come un interruttore, così le attenzioni affettuose verso la figlia erano diventate morbose, possessive, malsane. Aveva provato a ribellarsi venendo sopraffatta dalla sua forza, non era riuscita nemmeno a gridare sconvolta, semplicemente aveva continuato a piangere guardando la crepa sul soffitto, cercando di non concentrarsi su quel dolore che le stava bruciando l'anima, rubando la sua infanzia e svuotando la sua essenza. 
Quando se n'era andato, l'aveva lasciata lì nel suo letto come una marionetta, immobile per le successive ore.  



____ _ _____ _ _____


Il lupo stava partendo all'attacco, era stato istintivo mettersi a muro ordinando a Feng di proteggere entrambi. Era stata fermata in tempo, prima che si scannassero davanti ai suoi occhi. 
Cuore in gola, braccia e gambe tremanti, occhi spalancati che avrebbero voglia solo di piangere.
Dima Demidov ha desistito dal pestare l'uomo che ha accettato il suo caffè con il volto scoperto, l'uomo che ha difeso senza nemmeno conoscerne il nome.

"Sei talmente tanto buona Yunchang, che sembri un'ingenua."
"Probabile, per questo sono qui."

Aveva continuato a fare la forte anche se il terrore l'assale. 
E' in un mondo straniero dove la brutalità e la violenza sono all'ordine del giorno, dove le leggi dell' Alleanza non vengono prese in considerazione e il caos regna sovrano. Solo una volta dentro la sua cabina era scoppiata a piangere con Feng che tentava di leccarle la mano per consolarla. 
Il Cpad era trillato poco dopo.

"Ciao..."
"Amore...ma...stai piangendo?"

L'aveva capito solo sentendo la voce. Aveva tirato su dal naso un paio di volte mordendosi le labbra cercando di non scoppiare di nuovo.

"Mi mancate troppo."
"Torna a casa e manda qualcun altro su Clackline, sei il CEO no? Puoi farlo..."
"Non posso farlo, non questa volta."
"... Zoey...che cosa mi stai nascondendo?"

Lui sapeva.

Sapeva che c'era molto di più di "problemi di comunicazione" e "un viaggio distante e noioso" dietro a tutta quella situazione che la stava tenendo lontana da Corona troppo tempo. 

"Nulla."

Aveva sospirato dall'altra parte l'uomo.

"Va bene, quando sarai pronta a dirmelo sarò qui."
"Ti amo..."

La conversazione si era chiusa e, mentre passavano alcuni membri della squadra nel corridoio interno della Solar Wind, i passi metallici si confondevano con le loro parole.

"Hai sentito che cosa hanno detto i soldati? Nella notte una divisione dell'Esercito Indipendentista ha sfollato circa 150 abitanti della baraccata. Sembra che abbiano sparso parecchio sangue[...]"

Appoggiando la schiena alla porta era scivolata sino ad appoggiare il sedere per terra ed abbandonarsi a se stessa.


giovedì 19 marzo 2015

Choice


Nell' holomonitor l'uomo sta tenendo in braccio un bambino e lo sta tenendo occupato con un sonaglietto. Cerca di sorridere la donna che, si vede chiaramente, è ancora al lavoro.

"Ha iniziato a sillabare sai? Stava gorgheggiando oggi" dice con orgoglio coccolandogli la testa.
"Ah si? Eh ma lo sapevo che il nostro ometto è troppo avanti."
"Sto aspettando questo weekend che torni a casa per fare la sfida se dirà prima papà o mamma."

Il sorriso della donna si spegne e si morde con forza le labbra mentre abbassa gli occhi. 

"Amore..."
"Che cosa succede?"

Non sa come dirglielo del viaggio di New Melbourne che la terrà più del solito distante da loro vista solo la distanza. 

"Ho un incontro con il ministro Castillo questo Venerdì e..."
"Ho capito." serra la mascella Henner che abbassa lo sguardo su Kevin che abbraccia di più.
"Mi dispiace è, importante."
"Si, l'ho capito..."
"Ha perso suo figlio, la situazione politica è instabile. Abbiamo lavorato così duramente con miss Clarke per far stanziare i fondi, sto cercando di aiutarli a riprendersi economicamente e..."

L'aveva interrotta alzando una mano serio.

"Una volta mi avevi detto che se io avessi dovuto scegliere tra il mio lavoro e voi, avrei scelto il mio lavoro. Io ho deciso che per me voi siete più importanti. Ora ti sto chiedendo: tu...cosa sceglierai?"

Suono di un campanello che si sente in lontananza.

"E' arrivato il cibo d'asporto. Ti devo salutare, ti amo."

Monitor che si spegne, lei che resta con gli occhi lucidi a guardare la schermata con la foto di suo figlio e suo marito. Si bacia la mano prima di allungarla verso i loro visi sorridenti.
Cuore spezzato a metà per le parole che le ha rivolto ma si risveglia dal suo torpore quando Mary, la segretaria, bussa due volte e le ricorda che il volo privato per New Melbourne è pronto. 

"Arrivo."

"Non ho ancora compreso se il ministro Castillo mi creda pazza, o solamente è rimasto doppiamente ferito per ciò che gli ho detto su sua figlia, ma quell'uomo non ha fiducia in me e credo sarebbe stato peggio se avesse scoperto molto più tardi che sapevamo di sua figlia.
Dovrò parlare con gli sceriffi locali e mettere le risorse a disposizione, non mi stupirei se avessero degli agganci all'interno e non svolgessero le indagini come dovrebbero, di fatto ho bisogno di quella stupida jeep come anche di far pedinare Rose.
...
Sono stanca.
Mi manca Lee, mi manca Gray, ma soprattutto mi manca stare con mio marito e con mio figlio come prima, come la famiglia che eravamo e che sempre dovremmo essere. Ho sempre avuto paura che lui ci avrebbe messo in secondo piano e solo ora mi rendo conto che quella che sta facendo più fatica di tutti a lasciare perdere molte cose, sono io.
Sto cambiando anche se non voglio perchè, l'ultima cosa che desidero, è perdere la mia famiglia."

giovedì 12 marzo 2015

Bad mom

L'urlo nella notte la fece svegliare di soprassalto.

"Che è successo?"

Cercava di tranquillizzarlo abbracciandogli la testa e dandogli alcuni baci cercando di fargli capire che era solo un incubo, che stavano tutti bene, ma non sembrava volesse ascoltare ragioni. 
Si era alzato l'uomo per andare nella camera del figlio solo per sentirlo respirare.
L'aveva preso in braccio e l'aveva stretto forte a sè.

"Non posso lasciarlo solo...non..."

La rossa aveva capito si era avvicinata a suo marito donando un bacio sulla fronte del figlio ed uno sulle labbra di suo marito. Avevano rimesso assieme il piccolo a dormire che, sonno disturbato apparentemente senza ragione, non sembrava che si fosse offeso più di tanto.
Si erano messi a parlare a letto, aveva ascoltato attentamente le sue parole.

"Che cosa c'è che ti turba, tesoro?" 
"Non voglio che domani possa succedermi qualcosa e lasciarlo solo, lasciarvi soli. Domani chiederò il trasferimento per Corona. Semplice lavoro d'ufficio, basta missioni, basta mesi in ospedale..."

L'aveva abbracciato più forte ed era rimasta in silenzio. Il senso di orgoglio e stima nei suoi confronti si stava mischiando ad altri più dolorosi e forti: senso di colpa e di abbandono. Sapeva che la sua decisione avrebbe separato da lei per buona parte della settimana i suoi più grandi amori: suo marito e suo figlio ma, come al solito, aveva alzato lo sguardo sorridendo e non aveva detto niente.

"Sei un padre meraviglioso, lo sai?" aveva semplicemente risposto. "Ti sosterrò qualsiasi decisione prenderai."


"Gray è partito. Non ce l'ho fatta ad andare allo spazioporto a salutarlo. In più sapevo che aveva già la scorta per questa missione. In più oggi Henner è tornato a casa presto. 
Sembra sia rinato!
Alla base gli hanno accettato il trasferimento su Corona e il lavoro d'ufficio. Non lo vedevo così felice dal giorno del nostro matrimonio.
Li osservavo mentre stavano giocando in giardino in una delle rare giornate di Sole di Capital City, da quanto non li sentivo ridere così...
Quando mi ha chiesto che cosa ne pensassi non ho avuto il coraggio di dirgli di aspettare che anch'io potessi chiedere un trasferimento su Corona, era troppo entusiasta.
Cosa sarà fare avanti e indietro per un po'? Magari farò inventare da qualcuno degli ingegneri un teletrasporto così tutte le sere potrò tornare a casa e godermi mio marito e mio figlio come sempre.
Di certo la casa ora come ora sarà troppo grande.
Ho sentito zia Milena. Lo zio è andato in pensione e hanno pensato di trasferirsi anche loro in modo da aiutarmi con Kevin, tenere sott'occhio Henner (anche se non ce n'è affatto bisogno) e godersi il suo nipotino.
Ho sempre temuto che, prima o poi, sarebbe stato Henner a farsi assorbire così tanto dal lavoro che avrebbe iniziato a trascurare la sua famiglia e solo ora mi rendo conto che lui è sempre stato cento volte migliore di me perchè ha una qualità unica: l'umiltà di imparare a migliorarsi.
Ed ora mi domando se non sia io la pessima madre e moglie in questo caso [...]"

domenica 8 marzo 2015

Compass


"Sta facendo un ottimo lavoro Sebastian."
"..."
"E' veramente un valido elemento, peccato che abbia deciso di fare solo lo sceriffo."
"..."
"Mi stai ascoltando Zoey?"
"Si, certo."
"Non stai commentando. Devo preoccuparmi? Avete litigato?"
"No."

Aveva abbassato il capo riponendo il diario nel cassetto del comodino.

"Sono passati diversi mesi dalla partenza di Lee e, praticamente, a parte una volta, non ci siamo più visti con Gray. Fa troppo male.
Siamo sempre stati in tre: io, lui e Lee e ora, ogni volta che ci incontriamo, è come se fosse più evidente quella mancanza.
Oltretutto non so quanto resisterà. Glielo leggo nelle rughe sotto gli occhi, nelle notti che sta passando insonni, nella barba sfatta come il sorriso tirato. Le manca e molto di più di quanto manchi a me. Da una parte mi domando come abbia fatto sin'ora. Fossi stata al suo posto, probabilmente, le sarei corsa dietro dal primo istante. [...]"

____ _ _____ _ _____


    Il piccoletto è in braccio allo "zio" mentre i grandi stanno facendo le loro conversazioni. Osserva attentamente con i suoi occhioni celesti quello che succede intorno a lui e, come se percepisse la tristezza che aleggia nell'aria, cerca in tutti i modi di distrarre la mamma che sta trattenendo le lacrime.

"Ti manca troppo, vero?"
"Sai sempre tutto tu?"
"No."

    Scoppiare a piangere stringendolo forte a sè è una naturale conseguenza. Le lacrime sembrano infinite come se si fossero riversate quelle per lei e lui tutte in un unico momento. 
Per quanto si fosse preparata a quel giorno dalla partenza della giornalista, non sembra minimamente in grado di sopportare quel colpo allo stomaco e quel senso di vuoto.
Ritorna solo diverse ore più tardi a casa, più per Kevin che per se stessa, sarebbe stata capace di parlare per una notte intera come i vecchi tempi, ma non se lo possono più permettere. 
Al polso un nuovo bracciale finemente lavorato con una scritta: do what you love.
Sono finiti i tempi delle nottate a vedere holofilm trash a orari indecenti mangiando cibo spazzatura, andando per locali per "svagarsi un po'", i balli lenti al Bolden Sax e le lotte tra cani e gatto in quella casa troppo piccola per tutti quanti.

____ _ _____ _ _____

Finisce di scrivere qualcosa su un pezzo di carta che profuma di vecchio, lo infila in una busta e sigilla tutto appoggiandolo sopra un pacchetto chiuso, infine scivola dentro il letto e abbraccia suo marito più forte del solito.

"Va tutto bene?"
"..."
"Ha deciso di andarla a cercare, vero?"
"Si."
"Hai bisogno di riposare amore."
"Lo so. Henner? Puoi abbracciarmi per tutta la notte per favore?"

Si fa piccola piccola la donna sotto la protezione delle braccia di suo marito che l'avvolge donandole un bacio sulla testa prima di spegnere la luce.


La luna piena filtra attraverso la finestra sul pacchetto dalla carta luccicante, dentro una piccola bussola antica della terra-che-fu comprata a un prezzo esorbitante. Nella busta, che profuma di vecchio, una foto di Sebastian, Lee e Zoey la prima foto che avevano scattato assieme.



Così non avete scuse che avete perso la strada.


"Ciao Lee,  
    se leggerai questa lettera, significa che Gray ti ha finalmente trovato. Sapevo che ce l'avrebbe fatta, lo sai com'è fatto... è un mastino.
Gli ho fatto promettere che ci verrete a trovare su Corona ogni volta che potrete e si, Corona.
Henner presto si farà trasferire lì per stare più tranquillo e Kevin lo seguirà, io...beh. Io per ora farò avanti e indietro ma saprete sempre dove trovarmi.
Prenditi cura di Gray perchè lui, lo sai, si trascura e porta Summer quando verrete a trovarci.
Sarò felice di conoscerla e di farti conoscere Kevin. Adora l'hololibro che gli hai regalato, tutte le sere non ci fa dormire se non gliene leggiamo almeno un paio.
Un'altra cosa.
Sono sicura che sei una mamma speciale, magari non la classica che lavora a maglia e sforna le torte per la colazione, ma ora so che una buona mamma è una che sa amare veramente e tu ci hai sempre amati. Hai sempre amato tutti. 
I love you and I miss you
Un bacio.
Zoey"

mercoledì 18 febbraio 2015

Kevin Isaac


"[...] Per Kevin ci sono dei biscotti che porto dal ranch [...]"
"Non sapevo che cosa gli potesse star bene, così ho comprato un po' di tutto [...]"


"Me lo stanno viziando...letteralmente.
Da Gabrielle che, anche se non ha ancora i denti, gli ha comprato dei dolci dal ranch, a miss Clarke che, nella nostra ultima visita, mi ha riempito di vestiti costosissimi che nemmeno io mi permetto di comprarmi, figuriamoci a lui che tra un mese non gli andrà più niente!"



Un orsetto si agita tra le lenzuola bianche dei genitori. Controlla di tanto in tanto la mamma per essere certa che non cada giù dal letto. 

"Faccia da schiaffi. Si, si... ce l'ho con te."

Gli fa una linguaccia proprio mentre entra suo marito nella camera.

"Ti metti a bisticciare con nostro figlio ancora prima che sappia parlare?"
Domanda divertito cercandone le labbra con un sorriso dolce in viso. 

"E' lui che provoca con quella faccetta. Guarda quanta roba gli hanno comprato!"
"A proposito di regali...prometti che non andrai in escandescenza?"
"Mh?"

Mostra il regalo di Megan: una divisa in miniatura della flotta e guarda Henner alzando un sopracciglio.

"Keira?"
"No, Megan..."
"Ah. Beh, non è tempo di carnevale?"

Sorride ironica. Non metterà mai qualcosa del genere a suo figlio, perchè l'ultima cosa che spera per lui è di fargli vivere l'orrore di una guerra, e Henner sa bene che cosa voglia dire. Si concentra, invece, su tutti i vestitini di Julia e scuote la testa.

"Con la questione di New Melbourne e le visite che faccio spesso a miss Clarke, me lo sta letteralmente viziando, e guardalo come gongola!"

L'abbraccia dandole un bacio nei capelli rassicurandola mentre fa una smorfia da bimba capricciosa.

"Mi stai diventando gelosa?"
"Un pochetto..."
ride "naaa... mi fa piacere."

Socchiude gli occhi lasciandosi andare tra le braccia del marito per un momento anche se la sua mente resta alla conversazione avuta poche ore prima con la Yiji e miss Cohen.

"E' probabile che dovrò tornare su New Melbourne per vedere di persona le aziende che mi sembrano più adatte."
"..."
"Andrò con una guardia del corpo come minimo."
"..."

Alza lo sguardo verso di lui accarezzandogli la guancia e sorridendogli. Ha serrato la mascella, l'aveva capito ancora prima di vederlo in faccia, ma cerca di assicurarlo coccolandolo con il pollice.

"Promettimi che tornerai."
"Lo prometto."
"E che star..."

Lo interrompe appoggiando un dito sulle sue labbra.

"Ho detto che lo prometto." ribadisce con un tono deciso ma dolce. "Henner?"

"Si?"
"Ti amo."

"Guardo giocare Henner con Kevin, sono felice, non sono mai stata così felice in tutta la mia vita, ma non posso abbandonare New Melbourne, non soprattutto dopo le ultime notizie e direttive del CdA.
Forse vi è il modo per farsi spazio, in punta di piedi, con estrema delicatezza, ma devo stare attenta.
Ho promesso di tornare, che non mi sarebbe successo niente, ma dopo gli ultimi avvenimenti sul pianeta e le notizie che continuo a seguire con attenzione, sono davvero molto scettica che non succederà proprio niente.
Sono pronta al peggio ma, probabilmente, è per questo che il dottor Stone mi ha lasciato la direzione della Blue Sun: perchè sapeva che avrei continuato quello che lui ha iniziato, e lo avrei portato a termine."

venerdì 13 febbraio 2015

Cautiousness



"Kevin è nato, prima di quanto avevamo previsto ma si vedeva che aveva decisamente voglia di scoprire il mondo. Lo so che sono di parte ma credo di non aver mai conosciuto creatura più perfetta di lui, piccolo ed indifeso, morbido come una piuma e che profuma in una maniera incredibile.
Henner è bellissimo con lui. Mi faceva morire come l'ha tenuto la prima volta che l'ha preso in braccio. Sembrava che stesse trasportando un ordigno esplosivo da una parte all'altra. Ma si vedevano chiaramente le lacrime ai lati dei suoi occhi."

    Sente Henner respirare pesantemente e muoversi appena, si allarma la donna visto che il bambino si è addormentato con la pancia in giù sopra il petto del padre cullato dal suo stesso alzare e discendere del diaframma e il battito del cuore forte del padre. Si rilassa solo quando è certa che nessuno dei due si sia svegliato e riprende a scrivere.

"Ha ragione Miss Cohen quando dice che sono estremamente vulnerabile da che sono diventata CEO e mamma, ma non ho intenzione di vivere nella paura come, allo stesso tempo, non voglio rischiare di metterla a repentaglio per niente. Ho troppo da perdere questa volta.
Sto pensando di assumere Emile Rousseau come mia guardia del corpo, ma ancora ho bisogno di comprendere dove possa arrivare la sua lealtà nei miei confronti, per questo mi affiderò alla Cohen per il profilo psicologico.
Mi piace quella donna, e questo mi spaventa. So bene quanto devo stare attenta a chiunque. Mi basta pensare a Dima Demidov e a quanto la flotta abbia cresciuto in seno un terrorista spietato. Ricordo ancora la rabbia di Henner quando lo scoprirono, non solo per le idee politiche che avesse, che sono pur sempre una questione personale, ma perchè si sentiva vicino a lui più che a chiunque altro compagno dell'epoca. Si era sentito tradito come non mai ed io so che non posso più permettermi di dare fiducia come una volta. Dovrò sempre camminare in punta di piedi in un pavimento pieno di pezzi di vetro pronti a tagliarmi e ferirmi, lo DEVO fare... 
Per me.
Per Henner
Per Kevin."

mercoledì 4 febbraio 2015

Heart



Il bip delle macchine era diventato come un rumore di sottofondo distante mentre la rossa cercava di fare il calcolo di quante ore fossero passate dal termine dell'operazione.
Mani che si stringono mentre cerca di asciugare le lacrime che, copiose, continuavano a scendere.

"Voglio quei bastardi morti."

Irriconoscibile.

"Gli animali pericolosi non si mettono in una gabbia, si abbattono. E chi ha fatto questo è un animale."

La dolce e generosa Ceo si stava trasformando in una donna vendicatrice meravigliando Drake ed Henner che avevano appena sentito le sue parole.

"No... giustizia."

Anche in punto di morte suo marito manterrebbe il suo onore.

"Sei un testone, ma ti amo anche per questo."

Avevano cercato di convincerla sull'importanza di essere diversi da loro, di portare giustizia e non vendetta, di non essere degli spietati assassini, ma uomini di legge.
Aveva sorriso, chiudendo l'argomento, mentre dentro di lei, probabilmente per la prima volta in tutta la sua vita, stava ribollendo l'odio.

____ _ ____ _ ____


"I valori di Henner si stanno stabilizzando.
Nonostante sia stanca morta mi alzo ogni ora per controllare che respiri ancora, per stringergli la mano e dargli un bacio tra i capelli.
Questa volta... c'è mancato poco, troppo poco.
Mi è stato strappato una parte di cuore molto tempo fa con la morte di Kevin, ma nessuno avrebbe potuto far qualcosa. Gli incidenti, purtroppo, sono parte di questa vita imperfetta.
Ma se mi fosse stato portato via...
E se Kevin era una parte del mio cuore, il paragone con Henner non esiste.
Lui non è una parte, nemmeno la metà.
 
E' il mio cuore. 
Senza ... morirei."

martedì 13 gennaio 2015

Childrens


"Lee non è scappata... è andata a cercare sua figlia."

    Accusa il colpo la rossa che ferma di massaggiare la gamba dolorante di Gray e lo guarda in religioso silenzio. Sta cercando di mettere insieme i pezzi di ciò che è Elian Chernenko.

Ora comprende...
Ora comprende tutto.

    E, come l'alba che arriva lentamente schiarendo i contorni delle case, sino a illuminare a giorno l'intero paesaggio, così la sua mente si dischiude, potendo vedere le ragioni più profonde di quella costante fuga che, a quanto pare, è davvero giunta al suo capolinea.
Scoprire il perché Gray e Lee fossero così simili, della vita precedente del giornalista, del figlio... aprono un altro mondo. 
Ha bisogno di tempo per metabolizzare, ma alla fine apre la bocca.

"Anche tu andrai via..."
"[...] Non vado da nessuna parte."

    Non aveva compreso Sebastian ciò che stava cercando di dirgli, qualcosa che, probabilmente, nemmeno lui aveva appieno contemplato.

"Perchè so che, dopo che avrai conosciuto tuo figlio e instaurato un rapporto con lui, l'andrai a cercare."

    L'aveva visto boccheggiare a mezz'aria, e gli aveva sorriso dolcemente, quasi come una madre che ha appena scoperto il figlio con le mani nella marmellata.

"Non crederai alla storia in questa vita e in altre cento, vero? Perchè quando si ama come amiamo noi, io Henner, tu Lee, hai bisogno di tutte e cento le vite per vivere appieno chi ami."

     Perchè, quando impari ad accettare tutto dal tuo partner, quando non sei d'accordo con lui ma continui ad amarlo come se fosse il primo giorno, quando comprendi che deve fare qualcosa di estremamente importante che lo porterà lontano da te ma sei disposta ad aspettare dieci minuti come cent'anni con la stessa aspettazione, allora è quell'amore indissolubile che nemmeno la morte può fermare.

____ _ ____ _ ____

più tardi

    Abbracciati in piscina insieme al marito che, con la testa appoggiata alla pancia, cerca di percepire ogni minimo movimento di quella creatura che sta crescendo rapidamente nel ventre di sua moglie.

"Ogni volta che sente la tua voce si agita."
"E se fosse perchè non sono abbastanza presente e lo spavento?"

    Continuava a coccolarlo come se, in quel momento, Henner fosse il suo bambino" da rassicurare e confortare. 

"Sa che lo ami quanto lo amo io, e che ci proteggi sempre e sa che non potrebbe desiderare un papà migliore di te."

    Conosco la paura nei suoi occhi, quella di deludere me o suo figlio, quella di essere un padre distaccato e freddo come lo fu il suo. Eppure...potesse vedere quello che vedo io in lui tutti i giorni.
Un uomo buono dai saldi principi che riesce a commuoversi sapendo che diventerà papà o con il battito di suo figlio e, allo stesso tempo, riesce a dirigere migliaia di uomini con la sicurezza di un guerriero.
Così che, ogni volta che lo osservo, mi innamoro dieci, cento, mille volte di lui.

____ _ ____ _ ____


Amore... non è che hai un figlio segreto anche tu?
Zoey

__ _ __ _ __

Mi devo preoccupare?
Henner

__ _ __ _ __

No tranquillo, sto scherzando. Poi ti spiego quando torni a casa...
ti amo.
Zoey

martedì 6 gennaio 2015

Addi...


Cara Zoey,

 quando mi metto in testa qualcosa non c'è niente che riesca a distogliermi, questo di me lo sai già. Purtroppo in quei momenti mi capita di perdere di vista le persone a cui voglio bene e, questa volta, nella foga, ho perso di vista anche te: mi dispiace sinceramente per averti fatto preoccupare, ma sono sicura che con il tempo (e la distanza) riuscirai a immaginare com'è il mondo visto attraverso i miei occhi: è gigantesco, pieno di cose enormi da scoprire e per cui lottare, di cose che vanno fatte, nonostante tutto.
Il mio mondo è anche pieno di posti in cui andare e di cose da fare, quindi so che mi perdonerai se oggi ti scrivo una lettera d'addio per dirti che sono andata via, "all'avventura." Non pensare neanche per un secondo che sia perchè non vi amo abbastanza: vi amo tantissimo, ma io funziono così: col corpo e con i sentimenti sono in un posto, ma con la testa sono già altrove, e prima o poi i piedi devono raggiungere l'immaginazione.
Sarai una madre meravigliosa, e spero che racconterai a tuo figlio, o a tua figlia, di come un giorno hai soccorso da un toro inferocito una giornalista incosciente e camuffata che non riusciva a smettere di dirti quanto le piacevano i tuoi capelli rossi.
Le cose andranno bene, vedrai. La vita è lunga e dopo questa ne avremo altre cento in cui rincontrarci, ma tu lo sai già.
In fondo, Miller, hai sempre saputo tutto.
With love,
Lee

[Insieme alla lettera, nella busta, una foto stampata di Lee e Zoey insieme dentro la casa di Bruckner, dei tempi in cui vivevano insieme: sullo sfondo, i cani di Sebastian e di Lee rincorrono il gatto di Zoey.]


No, non so tutto.
Sapevo che se ne sarebbe andata via, ma continuo a non capire perchè scappi da chi ama. Non l'ho mai bevuta la storia del "ho bisogno di vedere posti nuovi". Conosce bene la mia curiosità e io, fossi come lei sotto quell'aspetto, mi porterei dietro chi amo sempre e comunque o, almeno, ci proverei.
E' per questo che, nonostante so che se tornasse domani l'abbraccerei forte, ora sono solo arrabbiata o spaventata, a volte è difficile comprendere le mie stesse emozioni.

___ _ ____ _ ___


"Anche tu prima o poi te ne andrai..."

Stavo guardando Henner, la lettera di Lee mi aveva sconvolta a tal punto che ero convinta che, prima o poi, anche mio marito mi avrebbe lasciato.
D'altronde era sempre successo: Kevin, Gustav, Logan, Lee... sembrava che le persone importanti della mia vita, a poco a poco, si dissolvono nei meandri dei ricordi.

"Stai mettendo in dubbio la mia lealtà?"
"No, non sto parlando di quello, ma del fatto che un domani, se dovrai scegliere se tornare a casa da me, da noi, o portare a termine il tuo lavoro, sceglierai la seconda."
"Lo sapevi sin dall'inizio che ero un soldato, perchè mi hai sposato allora?"
"Perchè ti amo più di quanto tu possa immaginare, e voglio che tu ne sia consapevole quando dovrai scegliere in modo che possa decidere serenamente."

Ho sempre creduto che mi amasse meno di quanto lo amo io, ho sempre creduto che, per lui, venivo dopo il suo lavoro perchè è sempre stato dedito e meticoloso.

"...io non sono Lee, in una situazione simile, sceglierei te."

Non avrebbe potuto farmi un regalo più bello.
Sapere di essere amata come lo amo era l'unica cosa di cui avevo bisogno in quel momento perchè posso affrontare tutto, ma non l'abbandono di chi amo.

venerdì 19 dicembre 2014

Scorci


Appena aveva iniziato a suonare l'allarme antincendio la donna si era preoccupata di scrivere qualcosa sul cpad spalancando le finestre.

Non ti allarmare se il tuo cpad ti da il segnale antincendio di casa nostra.Ho solo provato a fare i biscotti...
Ti amo.
 
Zoey

E' quasi immediata la risposta dall'altra parte.

Mi stavo decisamente preoccupando.
Come stai?
Farò molto tardi stasera.
Ti amo
Henner

Aveva tolto dal forno una teglia bruciata, ciò che dovevano essere dei biscotti erano diventati dei pezzi di carbone. Aveva sbuffato passandosi una mano tra i capelli corti. Aveva sorriso e aveva messo il broncio leggendo il messaggio di risposta di lui.

Sto bene. C'è solo casa che sa di cannella bruciata e ho rovinato una teglia.Non ti preoccupare, ti aspetto alzata. Mi manchi.
E voglio le coccole 
Zoey


Con Botolo e Feng addormentati quella casa era decisamente silenziosa e troppo grande per i suoi gusti e quella che hanno già bloccato, lo è ancora di più.
Tira fuori un quaderno dal suo cassetto chiuso a chiave, si sposta in salotto con una coperta e inizia a buttare giù i suoi pensieri.

___ _ ____ _ ___

La lettera per Henner l'ho bruciata.
Non sono andata su Hall Point anche se non ci sarebbe stata bisogno di dargliela.
 
Aveva capito già tutto. 
E' impossibile nasconderci le cose, come è stato chiaro come il Sole la sua esultanza quando gli ho spiegato di averci rinunciato, di essermi rassegnata totalmente ai colpi di testa dei miei migliori amici.
E, sinceramente, sono stanca di piangere per chi sceglie volontariamente di rovinarsi la vita. 
 
Vita loro, scelte loro, fatti loro. 
Credo di aver stupito anche Henner, ma non ho più da pensare solo a me stessa, ma anche a mio marito e mio figlio.
Forse ora capisco chi mi diceva che "a volte si tratta solo di scala di valori".
___ _ ____ _ ___


Ritorna a casa il marito tardissimo come promesso. E' quasi l'alba. 
Zoey addormentata con il diario aperto sulle ginocchia, la penna in mano. Le sfila tutto chiudendo il libro senza nemmeno darci una sbirciata, non glielo farebbe mai a lei di violare qualcosa di così "sacro" come i suoi pensieri racchiusi tra quelle pagine che sanno di carta nuova.
La prende in braccio, lei mugugna svegliandosi a poco a poco.

"Che ore sono?"
"Tardi."

Con gli occhi ancora assonnati cerca quasi a tastoni in viso di lui per abbracciarlo e baciarlo con stanchezza e intensità.

"Bentornato a casa, amore."
___ _ ____ _ ___
Anche io ho scelto chi viene prima di tutto, ed è lui.

sabato 13 dicembre 2014

Letter

    Mi stanno seccando le ossa, erose dal vento e dal fuoco dei pensieri che mi consumano la mente e mi portano via il sonno.
Cerco di prendermi cura di me stessa per il dono che sta crescendo dentro di me ma, di fatto, mi rendo sempre più conto di quanto non riesco a stare ferma, di quanto non riesca a mantenere le promesse che ho fatto a Gray, a Henner, persino il dottor Stone mi ha ordinato di stare ferma, si sarebbe esposto lui con il CdA ma non riescono a comprendere di quanto il mio animo scalciti, gridi e si disperi rimanendo inerte a guardare un'altra vita allontanarsi se non, addirittura, spegnersi.

____ _ ____ _ ____
"Quanti soldi aveva offerto il tuo contatto?"
"Mille dollari."
"Magari con diecimila cambieranno idea."

    Socchiude gli occhi la donna reclinando la testa cercando di inspirare piano dal naso mentre lo massaggia dall'attaccatura per far passare il senso di nausea che l'assale insieme al senso di colpa.

"Non ti permetterò di andare su Hall Point, soprattutto ora che sei incinta."
"Non posso guardare e non fare niente, non questa volta.""Usa un'accompagnatrice come intermediario."
"Ci vuole tempo, tanto tempo, troppo tempo. Tempo che non so nemmeno se abbiamo."
"Tu non andrai."

   L'aveva guardata severo il marito, categorico. Sarebbe capace di smantellare tutto lo Skyplex per trovare sua moglie se avesse anche solo il sospetto che sia lì rischiando la sua vita. Eppure... non sarebbe la prima volta che andasse lì sopra.
Che cosa è cambiato?
Beh, è solo la diretta responsabile del disastro che ha colpito Hall Point? Se non fosse stato per quel dannatissimo hackeraggio Lee non avrebbe scritto nulla senza prove certe, non sarebbero stati presi nel mirino e... 
Se, se, se... troppi anche solo per una vita intera.

Amore mio...

    Trema la mano mentre cerca di scrivere qualcosa di decente. Pensa a possibili spiegazioni che possano giustificare in qualche modo ciò che vuole fare.
Accartoccia la brutta e la butta.
Solo quando è soddisfatta la ricopia su una bella carta da lettera, una di quella che tiene per le occasioni importanti. Sopra la busta, in bella calligrafia, il nome Henner.

Perdonami, ma non ce la faccio.
Lo so che vuoi proteggermi, ma non mi perdonerei mai e poi mai rimanessi in casa.
Mi ami anche per questo: per la lealtà verso coloro che amo.
Tu faresti lo stesso ma sei molto più paziente di me. Prenderò le debite precauzioni su Hall Point per me, per te e per nostro figlio. 
Ti amo
Zoey

    Mette la lettera in un cassetto al momento, già pronta se l'ultimo tentativo di aiuto a distanza dovesse andare male.

____ _ ____ _ ____

Ho bisogno di vederla, parlarle almeno ancora una volta.
E, se non potrò aiutarla, voglio salutarla ricordando le sue braccia forti avvolgermi le spalle mentre si inventa uno dei mille soprannomi che mi ha affibiato nel corso del tempo che abbiamo condiviso gioie e dolori, feste e bevute, amori e tradimenti.
Ho perso troppe persone senza poter dire "addio".
Non anche questa volta.


venerdì 12 dicembre 2014

Vita che va, vita che viene


"[...] Potresti aiutarci non facendo nulla per preoccuparci ulteriormente." 
"Quando fate così tu ed Henner mi fate sentire una bambina scema a cui hanno detto di stare ferma e immobile su una sedia." 
"Quando reagisci così a volte sembri una bambina capricciosa." 
"Voler sapere che cosa sia successo alla propria migliore amica e aiutarla in caso, non è un capriccio."
______ _ _______ _ _______

L'ha fatto davvero.
L'avevo capito ma ho preferito crederle che ascoltare il mio istinto.
Lee ci ha abbandonato. S'è sacrificata per la vita di Gray.

   Alcune lacrime scendono sulle pagine bagnandole in cerchi perfetti, è costretta ad alzarsi di corsa e muoversi verso il bagno per rimettere quel poco che, dopo aver accompagnato Gray al tempio a pregare, era riuscita a mettere sotto i denti. 

______ _ _______ _ _______

"Sei diventata più bella. Vi è una nuova luce in te. Non sono un medico, ma..."

______ _ _______ _ _______

   
   La sveglia suona, segno che può leggere il risultato. Prende lo stecco di plastica e resta alcuni secondi a fissare il piccolo quadratino.

Positivo



Ma lo sapeva già.

______ _ _______ _ _______


Sono incinta... ho scritto a Henner che ho bisogno di parlargli, ma non mi sento come mi aspettavo. 
Ed è strano come, ciò che ho desiderato con tutta me stessa, attualmente sia un peso che mi impedisce di fare ciò che veramente vorrei fare per Lei.



mercoledì 10 dicembre 2014

Preoccupazioni


"Zoey, che succede?"

Alza lo sguardo la rossa mostrando il biglietto e il regalo splendido che Lee ha lasciato al portiere prima di dileguarsi un'altra volta. 

"Zoey, moonpie, riparto per un po', non so quando ci rivediamo, ma prima o poi di sicuro. Ho visto questo in una libreria l'altro giorno e ho pensato a quello che ci siamo dette l'ultima volta. Magari ti (vi) servirà nel prossimo futuro: niente è più formativo di una buona storia.
Saluta Henner da parte mia.
Love you.
Lee"

Tira su col naso un paio di volte mentre l'uomo l'abbraccia stringendola a sé per proteggerla da tutto quello che possa farla soffrire.

"Non so più se sto piangendo di più perché sembra il biglietto di addio di Lee o perché non riesco nemmeno a rimanere incinta."

Cerca in tutti i modi di distrarla il marito  anche se, nella testa, continua a ronzarle l'ultima conversazione con Elian.

___ _ ____ _ ___

"[...] Voglio un figlio...Henner ancora non lo sa."
"Sareste degli ottimi genitori, come lo sarebbe anche Gray."

Non riusciva a capire la rossa perché lei si escludesse a priori.

"Un ragazzino merita una mamma presente, io non lo so dove sarò domani."

Si era presa alcuni istanti in cui si era messa a riflettere guardandola attentamente.

"Vuoi già abbandonarci, Lee?"
___ _ ____ _ ___


Si alza dal letto la donna andando a raccogliere una vestaglia che adagia sulla pelle ancora umida. Prende il diario dal cassetto e scende al piano di sotto per trovare un angolo in cui scrivere senza disturbare il riposo del soldato.

Henner è finalmente crollato.
E' stato strano stanotte, è stato strano da dopo aver letto quella stupida storia sulla Regina delle Nevi. Gli sono venute di nuovo in mente le scene dell'incubo ricorrente che, di tanto in tanto, continua a fare. Si è bloccato e, nonostante la bottiglia di spumante che ci siamo bevuti per festeggiare le reciproche promozioni, di fatto mi capitava di sentirlo totalmente assente ogni tanto mentre facevamo l'amore.
Percepirlo distante non mi ha aiutato affatto.
Sono preoccupata.
Per Lee... non mi ha mai fatto un regalo prima di partire e, nonostante mi abbia scritto che ci rivedremo, so bene quanto sappia mentire bene e, questa volta, hanno uno strano sapore le sue parole.
Per Henner, soffre per questi flash che continuano a venirgli alla mente e non ha intenzione di farsi aiutare, non dico da me, ma nemmeno da uno specialista ed io non so che fare.
Per me, il tempo passa, ci stiamo provando veramente eppure non riesco a rimanere incinta. So che la religione di Henner crede nel karma.
E se esistesse davvero e si stia ribellando? Che cosa posso aver fatto di così grave da scatenarlo?

sabato 6 dicembre 2014

Desires


"Henner è tornato a casa, finalmente.Ricordo perfettamente il senso di vuoto e nausea che ho provato quando l'ho visto entrare nella stanza intubato con i valori al minimo. Ringrazio che il primario abbia avuto fiducia in me da farmelo operare, non mi sarei mai perdonata di non essere stata presente alla sua operazione se fosse successo qualcosa. Ed è stato in quel momento che ho realizzato veramente quanto possa perderlo da un momento a un altro. Il solo pensiero mi dilania. Temo non solo di perderlo, ma di dimenticare ogni ricordo che ho di lui. Ogni tanto provo a ricordare la voce di Kevin e se non metto su l'holovideo che mi aveva fatto per il mio compleanno prima di morire, faccio fatica. Eppure, quanto tempo è passato? [...]"

________ _ ________ _ _______


"Henner ... voglio un figlio."

    Non aveva risposto l'uomo che stava ancora cercando di attutire il colpo di quelle quattro parole che avevano più forza di un macigno nello stomaco. L'aveva abbracciata stretta a sé donandole un bacio che doveva essere una risposta silenziosa.

"Non voglio che tu lo faccia solo per il mio nome, voglio che lo faccia per te stessa."

"[...] Non lo faccio per il tuo nome e nemmeno solo per me stessa, lo faccio per noi perché l'unica cosa che desidero è viverti pienamente. Nulla potrebbe rendermi più felice di invecchiare con te, ma non so se ne avrò la possibilità. Voglio vederti impacciato con il nostro primo figlio, giocare con lui, voglio insegnargli quanto sia meraviglioso suo padre e quei principi che ci accomunano e in cui crediamo fermamente. Voglio qualcosa che sia solo nostro di cui tu possa essere fiero come tuo padre lo sarebbe di te. [...]"

________ _ ________ _ _______


    Si alza dal letto mettendo da parte il piccolo diario, estrae un test per la gravidanza e aspetta. 
Minuti che sembrano ore.
Avvicina la piccola stecca di plastica al viso e legge il risultato.

Negativo.

Butta il tutto ritornando a letto da suo marito cercando di accoccolarsi a lui dandogli dei piccoli baci sotto la mascella e sul collo, con molta lentezza.

"Henner? Sei stanco?"


giovedì 20 novembre 2014

Marriage


Io, Zoey Miller, prendo te, Henner Yunchang


    La zia Milena che si commuove dopo aver sistemato bene la stola sulle mie spalle mentre lo zio non può fare a meno di stritolarmi in uno dei suoi famosi abbracci. 


come mio legittimo sposo, per amarti e rispettarti, perché so già che arriveranno i momenti difficili, 


    Entrano Gray e Lee per vedere se sono pronta. Mostro la mano che mi trema quando mi chiedono come stia, le gambe non sono messe meglio, ma sorrido con tutto il cuore perché sono lì con me. Sorrido anche alle loro guardie del corpo cercando di capire se Keen si cambierà veramente per farmi da damigella o resterà in disparte.


quelli in cui ci guarderemo in faccia domandandoci perché abbiamo deciso di sposarci, 


    Escono tutti dalla tenda, rimango qualche istante con Gray da sola che mi chiede se mi sento pronta per uscire. Scuoto la testa ridendo mentre cerco di agitare tutto il corpo come se volessi scrollare via dalle spalle, dalla schiena e dalle gambe tutta la tensione che mi sto portando addosso. 
"Andiamo" dico infine prendendolo sotto braccio, penso di averglielo stritolato mentre le luci delle lampade bianche da esterno illuminavano il percorso verso di lui.


ma oggi, prendo a testimone tutti i presenti perché ho deciso di essere tua moglie, qualsiasi cosa questa maledetta vita ci riserverà, 


    Pochi gli invitati, anzi, pochissimi. Ma sono felice nonostante vi siano due sedie vuote, nonostante sia io che lui siamo in ansia per chi, in questo momento, è assente. Mi mordo le labbra godendomi la sua espressione quando mi vede in abito da sposa. Gli dico di respirare solo con le labbra, mentre cerco di fare altrettanto. Solo per un momento guardo verso il boschetto vicino come se fossi alla ricerca di qualcuno che, probabilmente, non si farebbe vedere nemmeno se fosse venuto veramente a vedere a distanza.


che cercherò di farti innamorare di me ogni qual volta ti sentirò distante,

____ _ ____ _ ____

"Hai mai pensato a come sarete tra cinque anni? Non pensi di stancarti a essere sempre tra voi due?"
"Non si smetterà mai di conoscere qualcuno. Tutti cambiamo, sono piccole e quasi impercettibili variazioni [...]"
"E non temi che possa cambiare in una maniera in cui non ti senti più attratta da lui?"
"No, da che lo conosco è cambiato, ma ogni sua minima variazione è come un affinamento che mi ha solo avvicinato sempre di più."
____ _ ____ _ ____


perché nemmeno la morte potrà separarti dal mio cuore.

    Gray mi lascia a Henner dandomi un bacio sulla guancia, mi affianco a lui cercando la sua mano per aggrapparmi ad essa. Non ho sentito una parola di quello che diceva il giudice di pace mentre il cuore mi rimbombava nelle orecchie e trattenevo ogni tanto il respiro. Solo quando ci ha dato il permesso di dire i nostri giuramenti che mi sono alzata. Non ho srotolato il mio osservando, invece, ogni minima variazione dei suoi occhi mentre aprivo il mio cuore suggellando un giuramento non solo di fronte ai presenti, ma davanti agli alberi, alle montagne, al lago che ci circondavano e che sopravvivranno a noi due. 


Voglio essere la tua compagna in questa guerra che dobbiamo affrontare tutti i giorni,
la tua migliore amica a cui confidare i tuoi più intimi pensieri, e la tua adorata moglie che, con amore e devozione, ti starà accanto nei giorni tristi o felici che incontreremo."




Perché nemmeno la morte potrà separarmi da te.

martedì 18 novembre 2014

Forgive



"Mamma?!"

    Eva Miller, una donna poco più che cinquantenne, ma pur sempre una di classe e fascino. Si era presentata al mio ufficio della Blue Sun un giorno qualsiasi, sfoggiando il suo sorriso migliore, quello quando vuole chiedere qualcosa.

"Che cosa ci fai qui?"
"Una madre deve chiedere il permesso per venire a trovare sua figlia?"
"Tu si."

Avevo risposto secca.

____ _ ____ _ ____


"Signora Miller, il suo socio afferma che è stata lei a insistere che fosse lui a prenderla in cura, è corretto?"
"Si, è corretto."
"Potrebbe spiegare alla giuria il perché di questa scelta?"
"Beh, avevamo detto a Zoey che non era la figlia biologica di mio marito e non ha preso bene la situazione. Ha iniziato a inventarsi storie, era diventata irascibile e intrattabile. Aveva iniziato ad avere manie di persecuzione tanto che, alla fine, avevo deciso sia di farle conoscere il suo vero padre e, allo stesso tempo, iniziare una terapia psicologica. Ero veramente preoccupata per lei."

    L'espressione di quella vipera era veramente contrita, come se credesse ciecamente a quelle cavolate che stava dicendo.
Stava continuando la sua farsa senza ritegno, stava continuando a farmi del male gettandomi fango addosso.

"In che senso preoccupata per lei?" aveva rimbeccato l'avvocato.
"Zoey ha tentato il suicidio in una delle sue...fissazioni."

Mi aveva guardato negli occhi dolcemente mentre io ribollivo di rabbia.

"E crede che il suo collega, nonché il padre della qui presente Miss Miller, possa aver distorto la verità per ingraziarsi una figlia che è sempre stata troppo lontana?"
"Non solo lo credo, ma ne sono certa. Farebbe qualsiasi cosa per ottenere quello che vuole."
"La ringrazio Signora Miller."

    Il sorriso soddisfatto dipinto sulle sue labbra mi aveva disgustato. Avevo stretto i pugni serrando con esso il mio cuore a coloro che dovevano essere le persone che mi dovevano amare di più al mondo. Continuavo a ripetermi solo una cosa:

mai più


____ _ ____ _ ____

"Ho saputo del tuo matrimonio, congratulazioni."
"Ah-à..."
"Potevi almeno scriverci due righe cortex, non ho ricevuto nemmeno l'invito al matrimonio. E poi chi ti accompagnerà all'altare? E chi ti sistemerà il velo dello shari?"
"Non mi metto lo shari e ho già chi mi accompagna."
"Beh, ma non possono mancare i tuoi genitori, che figura ci faresti? Non siamo mica morti!"
"No, non siete morti veramente. Per me lo siete e no, non siete graditi al mio matrimonio."

____ _ ____ _ ____


"Hai pensato che voglia solo chiedere il tuo perdono?"
"Il mio perdono? Non conosci quella donna. Farebbe qualsiasi cosa per ottenere quello che vuole [...]"

____ _ ____ _ ____

"Io l'ho perdonato, Gray non è d'accordo su questo.""[...] Sono d'accordo con Gray. Il perdono non è qualcosa da concedere senza aver dimostrato di essere sinceramente pentiti di ciò che si è fatto, e lui non mi sembra che, se dovesse servire di nuovo, ci penserebbe due volte per torturarti ancora. Io non lo avrei perdonato."

____ _ ____ _ ____


No.
Quella donna non desidera il perdono. E' sempre stata interessata solo ed esclusivamente a una cosa: l' apparenza. 

So già che mi pentirò di essere andata su Eleria con Henner dopo il viaggio di nozze. So già che sarà costretto a leccare delle ferite che, per quanto faccia finta di niente e le ignori, sono sempre lì pronte a sputare veleno.

Eva Miller, Eleria 2516

mercoledì 5 novembre 2014

I never forgot


*Dimenticalo*


Non posso


*Ignoralo*


Non ce la faccio...


*Perchè ti ostini così tanto a considerare qualcuno per cui sei come morta?*


Perchè mi è stato vicino in un momento in cui stavo affogando in silenzio. Si è preso cura di me fasciando le mie ferite, aiutandomi a respirare.
Non era la persona giusta per me, ma è stato l'amico che voleva vedermi vivere di nuovo.
E ora che ho imparato a volare non ho intenzione di voltare le spalle a chi, invece, le volta a me. 
Il mio affetto scinde dall'essere ricambiata.

Io non dimentico...a prescindere da tutto.

martedì 4 novembre 2014

Complete


   

   Uno sguardo alla sua sinistra, un sorriso dolce che si stampa sul suo viso incrociando Henner profondamente addormentato.
La luce della abat jour illumina il diario di Zoey che, amante della calligrafia e della carta qual è, scrive ancora su un piccolo quaderno.



____ _ ____ _ ____


   [...] Ho finito di scrivere il mio voto, ma sarà la centesima volta che lo dico e, alla fine, aggiungo sempre qualcosa. E' che...è complicato riuscire a spiegare in poche parole quello che provo. Voglio vederlo gongolare davanti a tutti, voglio vederlo sciogliersi anche se gli avrò detto ti amo un milione di volte.Oggi mi ha chiesto se potesse indossare l'uniforme da cerimonia per il matrimonio. So quanto sia importante per lui, così ho espresso il mio pensiero ma gli ho detto che poteva indossare ciò che preferiva. La prima volta che mi ha invitato a mangiare fuori, dopo la questione dell'ascensore, è stata anche la prima volta che abbiamo discusso sulla guerra. Lui, radicato nel suo senso di giustizia, nella necessità di ordine, io fortemente trincerata nella sicurezza che la diplomazia e la ragione ,non la forza, possano far la differenza. La cosa divertente è che la prima cosa che ho pensato di lui è stata:
con un uomo così...mai. 
Ora trovo difficile contemplare la mia vita senza.Ammetto che, dopo aver ascoltato le mie ragioni, sentirlo dire che avrebbe cercato un abito per sé mi ha colpito come solo lui riesce a fare. Quando credo di aver compreso tutto di lui, quando sono certa che farà esattamente in un modo, mi stupisce. L'ho baciato non per dargli il contentino, ma perché se gli avessi detto solo "grazie di cuore", non avrei reso l'idea di quello che ho provato.

____ _ ____ _ ____


Henner si muove appena cercandola con la mano che si appoggia sulla sua gamba

"Non dormi?"
"Adesso spengo, un attimo ancora per favore."

____ _ ____ _ ____

     Abbiamo parlato di Philip Neville, degli indipendentisti, della guerra... mi ha fatto ridere quando mi ha detto che se tutti fossero come lui non ci sarebbero guerre e spargimenti inutili, ma ha ragione.Non ho mai incontrato un uomo capace di scindere la rabbia dall'odio, di utilizzarla per raggiungere giustizia e non vendetta, E, per quanto mi dica sempre, che è lui che mi ha aspettato per molto tempo e solo ora inizia a vivere, mi rendo sempre più conto di quanto abbia creduto di vivere veramente quando, solamente adesso, mi sento totalmente completa.

____ _ ____ _ ____

Chiude il quaderno che ripone nel cassetto, spegne la luce e si accoccola tra le braccia di Henner cercandone le labbra nel buio.

"Te l'ho detto oggi quanto ti amo?"
"Credo un paio di volte..." mormora assonnato
"Solo??"
"Buonanotte amore" sbuffa sorridendo appena dandole un bacio tra i capelli
"Notte tesoro..."