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venerdì 19 dicembre 2014

Scorci


Appena aveva iniziato a suonare l'allarme antincendio la donna si era preoccupata di scrivere qualcosa sul cpad spalancando le finestre.

Non ti allarmare se il tuo cpad ti da il segnale antincendio di casa nostra.Ho solo provato a fare i biscotti...
Ti amo.
 
Zoey

E' quasi immediata la risposta dall'altra parte.

Mi stavo decisamente preoccupando.
Come stai?
Farò molto tardi stasera.
Ti amo
Henner

Aveva tolto dal forno una teglia bruciata, ciò che dovevano essere dei biscotti erano diventati dei pezzi di carbone. Aveva sbuffato passandosi una mano tra i capelli corti. Aveva sorriso e aveva messo il broncio leggendo il messaggio di risposta di lui.

Sto bene. C'è solo casa che sa di cannella bruciata e ho rovinato una teglia.Non ti preoccupare, ti aspetto alzata. Mi manchi.
E voglio le coccole 
Zoey


Con Botolo e Feng addormentati quella casa era decisamente silenziosa e troppo grande per i suoi gusti e quella che hanno già bloccato, lo è ancora di più.
Tira fuori un quaderno dal suo cassetto chiuso a chiave, si sposta in salotto con una coperta e inizia a buttare giù i suoi pensieri.

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La lettera per Henner l'ho bruciata.
Non sono andata su Hall Point anche se non ci sarebbe stata bisogno di dargliela.
 
Aveva capito già tutto. 
E' impossibile nasconderci le cose, come è stato chiaro come il Sole la sua esultanza quando gli ho spiegato di averci rinunciato, di essermi rassegnata totalmente ai colpi di testa dei miei migliori amici.
E, sinceramente, sono stanca di piangere per chi sceglie volontariamente di rovinarsi la vita. 
 
Vita loro, scelte loro, fatti loro. 
Credo di aver stupito anche Henner, ma non ho più da pensare solo a me stessa, ma anche a mio marito e mio figlio.
Forse ora capisco chi mi diceva che "a volte si tratta solo di scala di valori".
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Ritorna a casa il marito tardissimo come promesso. E' quasi l'alba. 
Zoey addormentata con il diario aperto sulle ginocchia, la penna in mano. Le sfila tutto chiudendo il libro senza nemmeno darci una sbirciata, non glielo farebbe mai a lei di violare qualcosa di così "sacro" come i suoi pensieri racchiusi tra quelle pagine che sanno di carta nuova.
La prende in braccio, lei mugugna svegliandosi a poco a poco.

"Che ore sono?"
"Tardi."

Con gli occhi ancora assonnati cerca quasi a tastoni in viso di lui per abbracciarlo e baciarlo con stanchezza e intensità.

"Bentornato a casa, amore."
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Anche io ho scelto chi viene prima di tutto, ed è lui.

sabato 13 dicembre 2014

Letter

    Mi stanno seccando le ossa, erose dal vento e dal fuoco dei pensieri che mi consumano la mente e mi portano via il sonno.
Cerco di prendermi cura di me stessa per il dono che sta crescendo dentro di me ma, di fatto, mi rendo sempre più conto di quanto non riesco a stare ferma, di quanto non riesca a mantenere le promesse che ho fatto a Gray, a Henner, persino il dottor Stone mi ha ordinato di stare ferma, si sarebbe esposto lui con il CdA ma non riescono a comprendere di quanto il mio animo scalciti, gridi e si disperi rimanendo inerte a guardare un'altra vita allontanarsi se non, addirittura, spegnersi.

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"Quanti soldi aveva offerto il tuo contatto?"
"Mille dollari."
"Magari con diecimila cambieranno idea."

    Socchiude gli occhi la donna reclinando la testa cercando di inspirare piano dal naso mentre lo massaggia dall'attaccatura per far passare il senso di nausea che l'assale insieme al senso di colpa.

"Non ti permetterò di andare su Hall Point, soprattutto ora che sei incinta."
"Non posso guardare e non fare niente, non questa volta.""Usa un'accompagnatrice come intermediario."
"Ci vuole tempo, tanto tempo, troppo tempo. Tempo che non so nemmeno se abbiamo."
"Tu non andrai."

   L'aveva guardata severo il marito, categorico. Sarebbe capace di smantellare tutto lo Skyplex per trovare sua moglie se avesse anche solo il sospetto che sia lì rischiando la sua vita. Eppure... non sarebbe la prima volta che andasse lì sopra.
Che cosa è cambiato?
Beh, è solo la diretta responsabile del disastro che ha colpito Hall Point? Se non fosse stato per quel dannatissimo hackeraggio Lee non avrebbe scritto nulla senza prove certe, non sarebbero stati presi nel mirino e... 
Se, se, se... troppi anche solo per una vita intera.

Amore mio...

    Trema la mano mentre cerca di scrivere qualcosa di decente. Pensa a possibili spiegazioni che possano giustificare in qualche modo ciò che vuole fare.
Accartoccia la brutta e la butta.
Solo quando è soddisfatta la ricopia su una bella carta da lettera, una di quella che tiene per le occasioni importanti. Sopra la busta, in bella calligrafia, il nome Henner.

Perdonami, ma non ce la faccio.
Lo so che vuoi proteggermi, ma non mi perdonerei mai e poi mai rimanessi in casa.
Mi ami anche per questo: per la lealtà verso coloro che amo.
Tu faresti lo stesso ma sei molto più paziente di me. Prenderò le debite precauzioni su Hall Point per me, per te e per nostro figlio. 
Ti amo
Zoey

    Mette la lettera in un cassetto al momento, già pronta se l'ultimo tentativo di aiuto a distanza dovesse andare male.

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Ho bisogno di vederla, parlarle almeno ancora una volta.
E, se non potrò aiutarla, voglio salutarla ricordando le sue braccia forti avvolgermi le spalle mentre si inventa uno dei mille soprannomi che mi ha affibiato nel corso del tempo che abbiamo condiviso gioie e dolori, feste e bevute, amori e tradimenti.
Ho perso troppe persone senza poter dire "addio".
Non anche questa volta.


venerdì 12 dicembre 2014

Vita che va, vita che viene


"[...] Potresti aiutarci non facendo nulla per preoccuparci ulteriormente." 
"Quando fate così tu ed Henner mi fate sentire una bambina scema a cui hanno detto di stare ferma e immobile su una sedia." 
"Quando reagisci così a volte sembri una bambina capricciosa." 
"Voler sapere che cosa sia successo alla propria migliore amica e aiutarla in caso, non è un capriccio."
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L'ha fatto davvero.
L'avevo capito ma ho preferito crederle che ascoltare il mio istinto.
Lee ci ha abbandonato. S'è sacrificata per la vita di Gray.

   Alcune lacrime scendono sulle pagine bagnandole in cerchi perfetti, è costretta ad alzarsi di corsa e muoversi verso il bagno per rimettere quel poco che, dopo aver accompagnato Gray al tempio a pregare, era riuscita a mettere sotto i denti. 

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"Sei diventata più bella. Vi è una nuova luce in te. Non sono un medico, ma..."

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   La sveglia suona, segno che può leggere il risultato. Prende lo stecco di plastica e resta alcuni secondi a fissare il piccolo quadratino.

Positivo



Ma lo sapeva già.

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Sono incinta... ho scritto a Henner che ho bisogno di parlargli, ma non mi sento come mi aspettavo. 
Ed è strano come, ciò che ho desiderato con tutta me stessa, attualmente sia un peso che mi impedisce di fare ciò che veramente vorrei fare per Lei.



mercoledì 10 dicembre 2014

Preoccupazioni


"Zoey, che succede?"

Alza lo sguardo la rossa mostrando il biglietto e il regalo splendido che Lee ha lasciato al portiere prima di dileguarsi un'altra volta. 

"Zoey, moonpie, riparto per un po', non so quando ci rivediamo, ma prima o poi di sicuro. Ho visto questo in una libreria l'altro giorno e ho pensato a quello che ci siamo dette l'ultima volta. Magari ti (vi) servirà nel prossimo futuro: niente è più formativo di una buona storia.
Saluta Henner da parte mia.
Love you.
Lee"

Tira su col naso un paio di volte mentre l'uomo l'abbraccia stringendola a sé per proteggerla da tutto quello che possa farla soffrire.

"Non so più se sto piangendo di più perché sembra il biglietto di addio di Lee o perché non riesco nemmeno a rimanere incinta."

Cerca in tutti i modi di distrarla il marito  anche se, nella testa, continua a ronzarle l'ultima conversazione con Elian.

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"[...] Voglio un figlio...Henner ancora non lo sa."
"Sareste degli ottimi genitori, come lo sarebbe anche Gray."

Non riusciva a capire la rossa perché lei si escludesse a priori.

"Un ragazzino merita una mamma presente, io non lo so dove sarò domani."

Si era presa alcuni istanti in cui si era messa a riflettere guardandola attentamente.

"Vuoi già abbandonarci, Lee?"
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Si alza dal letto la donna andando a raccogliere una vestaglia che adagia sulla pelle ancora umida. Prende il diario dal cassetto e scende al piano di sotto per trovare un angolo in cui scrivere senza disturbare il riposo del soldato.

Henner è finalmente crollato.
E' stato strano stanotte, è stato strano da dopo aver letto quella stupida storia sulla Regina delle Nevi. Gli sono venute di nuovo in mente le scene dell'incubo ricorrente che, di tanto in tanto, continua a fare. Si è bloccato e, nonostante la bottiglia di spumante che ci siamo bevuti per festeggiare le reciproche promozioni, di fatto mi capitava di sentirlo totalmente assente ogni tanto mentre facevamo l'amore.
Percepirlo distante non mi ha aiutato affatto.
Sono preoccupata.
Per Lee... non mi ha mai fatto un regalo prima di partire e, nonostante mi abbia scritto che ci rivedremo, so bene quanto sappia mentire bene e, questa volta, hanno uno strano sapore le sue parole.
Per Henner, soffre per questi flash che continuano a venirgli alla mente e non ha intenzione di farsi aiutare, non dico da me, ma nemmeno da uno specialista ed io non so che fare.
Per me, il tempo passa, ci stiamo provando veramente eppure non riesco a rimanere incinta. So che la religione di Henner crede nel karma.
E se esistesse davvero e si stia ribellando? Che cosa posso aver fatto di così grave da scatenarlo?

sabato 6 dicembre 2014

Desires


"Henner è tornato a casa, finalmente.Ricordo perfettamente il senso di vuoto e nausea che ho provato quando l'ho visto entrare nella stanza intubato con i valori al minimo. Ringrazio che il primario abbia avuto fiducia in me da farmelo operare, non mi sarei mai perdonata di non essere stata presente alla sua operazione se fosse successo qualcosa. Ed è stato in quel momento che ho realizzato veramente quanto possa perderlo da un momento a un altro. Il solo pensiero mi dilania. Temo non solo di perderlo, ma di dimenticare ogni ricordo che ho di lui. Ogni tanto provo a ricordare la voce di Kevin e se non metto su l'holovideo che mi aveva fatto per il mio compleanno prima di morire, faccio fatica. Eppure, quanto tempo è passato? [...]"

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"Henner ... voglio un figlio."

    Non aveva risposto l'uomo che stava ancora cercando di attutire il colpo di quelle quattro parole che avevano più forza di un macigno nello stomaco. L'aveva abbracciata stretta a sé donandole un bacio che doveva essere una risposta silenziosa.

"Non voglio che tu lo faccia solo per il mio nome, voglio che lo faccia per te stessa."

"[...] Non lo faccio per il tuo nome e nemmeno solo per me stessa, lo faccio per noi perché l'unica cosa che desidero è viverti pienamente. Nulla potrebbe rendermi più felice di invecchiare con te, ma non so se ne avrò la possibilità. Voglio vederti impacciato con il nostro primo figlio, giocare con lui, voglio insegnargli quanto sia meraviglioso suo padre e quei principi che ci accomunano e in cui crediamo fermamente. Voglio qualcosa che sia solo nostro di cui tu possa essere fiero come tuo padre lo sarebbe di te. [...]"

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    Si alza dal letto mettendo da parte il piccolo diario, estrae un test per la gravidanza e aspetta. 
Minuti che sembrano ore.
Avvicina la piccola stecca di plastica al viso e legge il risultato.

Negativo.

Butta il tutto ritornando a letto da suo marito cercando di accoccolarsi a lui dandogli dei piccoli baci sotto la mascella e sul collo, con molta lentezza.

"Henner? Sei stanco?"


giovedì 20 novembre 2014

Marriage


Io, Zoey Miller, prendo te, Henner Yunchang


    La zia Milena che si commuove dopo aver sistemato bene la stola sulle mie spalle mentre lo zio non può fare a meno di stritolarmi in uno dei suoi famosi abbracci. 


come mio legittimo sposo, per amarti e rispettarti, perché so già che arriveranno i momenti difficili, 


    Entrano Gray e Lee per vedere se sono pronta. Mostro la mano che mi trema quando mi chiedono come stia, le gambe non sono messe meglio, ma sorrido con tutto il cuore perché sono lì con me. Sorrido anche alle loro guardie del corpo cercando di capire se Keen si cambierà veramente per farmi da damigella o resterà in disparte.


quelli in cui ci guarderemo in faccia domandandoci perché abbiamo deciso di sposarci, 


    Escono tutti dalla tenda, rimango qualche istante con Gray da sola che mi chiede se mi sento pronta per uscire. Scuoto la testa ridendo mentre cerco di agitare tutto il corpo come se volessi scrollare via dalle spalle, dalla schiena e dalle gambe tutta la tensione che mi sto portando addosso. 
"Andiamo" dico infine prendendolo sotto braccio, penso di averglielo stritolato mentre le luci delle lampade bianche da esterno illuminavano il percorso verso di lui.


ma oggi, prendo a testimone tutti i presenti perché ho deciso di essere tua moglie, qualsiasi cosa questa maledetta vita ci riserverà, 


    Pochi gli invitati, anzi, pochissimi. Ma sono felice nonostante vi siano due sedie vuote, nonostante sia io che lui siamo in ansia per chi, in questo momento, è assente. Mi mordo le labbra godendomi la sua espressione quando mi vede in abito da sposa. Gli dico di respirare solo con le labbra, mentre cerco di fare altrettanto. Solo per un momento guardo verso il boschetto vicino come se fossi alla ricerca di qualcuno che, probabilmente, non si farebbe vedere nemmeno se fosse venuto veramente a vedere a distanza.


che cercherò di farti innamorare di me ogni qual volta ti sentirò distante,

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"Hai mai pensato a come sarete tra cinque anni? Non pensi di stancarti a essere sempre tra voi due?"
"Non si smetterà mai di conoscere qualcuno. Tutti cambiamo, sono piccole e quasi impercettibili variazioni [...]"
"E non temi che possa cambiare in una maniera in cui non ti senti più attratta da lui?"
"No, da che lo conosco è cambiato, ma ogni sua minima variazione è come un affinamento che mi ha solo avvicinato sempre di più."
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perché nemmeno la morte potrà separarti dal mio cuore.

    Gray mi lascia a Henner dandomi un bacio sulla guancia, mi affianco a lui cercando la sua mano per aggrapparmi ad essa. Non ho sentito una parola di quello che diceva il giudice di pace mentre il cuore mi rimbombava nelle orecchie e trattenevo ogni tanto il respiro. Solo quando ci ha dato il permesso di dire i nostri giuramenti che mi sono alzata. Non ho srotolato il mio osservando, invece, ogni minima variazione dei suoi occhi mentre aprivo il mio cuore suggellando un giuramento non solo di fronte ai presenti, ma davanti agli alberi, alle montagne, al lago che ci circondavano e che sopravvivranno a noi due. 


Voglio essere la tua compagna in questa guerra che dobbiamo affrontare tutti i giorni,
la tua migliore amica a cui confidare i tuoi più intimi pensieri, e la tua adorata moglie che, con amore e devozione, ti starà accanto nei giorni tristi o felici che incontreremo."




Perché nemmeno la morte potrà separarmi da te.

martedì 18 novembre 2014

Forgive



"Mamma?!"

    Eva Miller, una donna poco più che cinquantenne, ma pur sempre una di classe e fascino. Si era presentata al mio ufficio della Blue Sun un giorno qualsiasi, sfoggiando il suo sorriso migliore, quello quando vuole chiedere qualcosa.

"Che cosa ci fai qui?"
"Una madre deve chiedere il permesso per venire a trovare sua figlia?"
"Tu si."

Avevo risposto secca.

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"Signora Miller, il suo socio afferma che è stata lei a insistere che fosse lui a prenderla in cura, è corretto?"
"Si, è corretto."
"Potrebbe spiegare alla giuria il perché di questa scelta?"
"Beh, avevamo detto a Zoey che non era la figlia biologica di mio marito e non ha preso bene la situazione. Ha iniziato a inventarsi storie, era diventata irascibile e intrattabile. Aveva iniziato ad avere manie di persecuzione tanto che, alla fine, avevo deciso sia di farle conoscere il suo vero padre e, allo stesso tempo, iniziare una terapia psicologica. Ero veramente preoccupata per lei."

    L'espressione di quella vipera era veramente contrita, come se credesse ciecamente a quelle cavolate che stava dicendo.
Stava continuando la sua farsa senza ritegno, stava continuando a farmi del male gettandomi fango addosso.

"In che senso preoccupata per lei?" aveva rimbeccato l'avvocato.
"Zoey ha tentato il suicidio in una delle sue...fissazioni."

Mi aveva guardato negli occhi dolcemente mentre io ribollivo di rabbia.

"E crede che il suo collega, nonché il padre della qui presente Miss Miller, possa aver distorto la verità per ingraziarsi una figlia che è sempre stata troppo lontana?"
"Non solo lo credo, ma ne sono certa. Farebbe qualsiasi cosa per ottenere quello che vuole."
"La ringrazio Signora Miller."

    Il sorriso soddisfatto dipinto sulle sue labbra mi aveva disgustato. Avevo stretto i pugni serrando con esso il mio cuore a coloro che dovevano essere le persone che mi dovevano amare di più al mondo. Continuavo a ripetermi solo una cosa:

mai più


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"Ho saputo del tuo matrimonio, congratulazioni."
"Ah-à..."
"Potevi almeno scriverci due righe cortex, non ho ricevuto nemmeno l'invito al matrimonio. E poi chi ti accompagnerà all'altare? E chi ti sistemerà il velo dello shari?"
"Non mi metto lo shari e ho già chi mi accompagna."
"Beh, ma non possono mancare i tuoi genitori, che figura ci faresti? Non siamo mica morti!"
"No, non siete morti veramente. Per me lo siete e no, non siete graditi al mio matrimonio."

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"Hai pensato che voglia solo chiedere il tuo perdono?"
"Il mio perdono? Non conosci quella donna. Farebbe qualsiasi cosa per ottenere quello che vuole [...]"

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"Io l'ho perdonato, Gray non è d'accordo su questo.""[...] Sono d'accordo con Gray. Il perdono non è qualcosa da concedere senza aver dimostrato di essere sinceramente pentiti di ciò che si è fatto, e lui non mi sembra che, se dovesse servire di nuovo, ci penserebbe due volte per torturarti ancora. Io non lo avrei perdonato."

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No.
Quella donna non desidera il perdono. E' sempre stata interessata solo ed esclusivamente a una cosa: l' apparenza

So già che mi pentirò di essere andata su Eleria con Henner dopo il viaggio di nozze. So già che sarà costretto a leccare delle ferite che, per quanto faccia finta di niente e le ignori, sono sempre lì pronte a sputare veleno.

Eva Miller, Eleria 2516

mercoledì 5 novembre 2014

I never forgot


*Dimenticalo*


Non posso


*Ignoralo*


Non ce la faccio...


*Perchè ti ostini così tanto a considerare qualcuno per cui sei come morta?*


Perchè mi è stato vicino in un momento in cui stavo affogando in silenzio. Si è preso cura di me fasciando le mie ferite, aiutandomi a respirare.
Non era la persona giusta per me, ma è stato l'amico che voleva vedermi vivere di nuovo.
E ora che ho imparato a volare non ho intenzione di voltare le spalle a chi, invece, le volta a me. 
Il mio affetto scinde dall'essere ricambiata.

Io non dimentico...a prescindere da tutto.

martedì 4 novembre 2014

Complete


   

   Uno sguardo alla sua sinistra, un sorriso dolce che si stampa sul suo viso incrociando Henner profondamente addormentato.
La luce della abat jour illumina il diario di Zoey che, amante della calligrafia e della carta qual è, scrive ancora su un piccolo quaderno.



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   [...] Ho finito di scrivere il mio voto, ma sarà la centesima volta che lo dico e, alla fine, aggiungo sempre qualcosa. E' che...è complicato riuscire a spiegare in poche parole quello che provo. Voglio vederlo gongolare davanti a tutti, voglio vederlo sciogliersi anche se gli avrò detto ti amo un milione di volte.Oggi mi ha chiesto se potesse indossare l'uniforme da cerimonia per il matrimonio. So quanto sia importante per lui, così ho espresso il mio pensiero ma gli ho detto che poteva indossare ciò che preferiva. La prima volta che mi ha invitato a mangiare fuori, dopo la questione dell'ascensore, è stata anche la prima volta che abbiamo discusso sulla guerra. Lui, radicato nel suo senso di giustizia, nella necessità di ordine, io fortemente trincerata nella sicurezza che la diplomazia e la ragione ,non la forza, possano far la differenza. La cosa divertente è che la prima cosa che ho pensato di lui è stata:
con un uomo così...mai. 
Ora trovo difficile contemplare la mia vita senza.Ammetto che, dopo aver ascoltato le mie ragioni, sentirlo dire che avrebbe cercato un abito per sé mi ha colpito come solo lui riesce a fare. Quando credo di aver compreso tutto di lui, quando sono certa che farà esattamente in un modo, mi stupisce. L'ho baciato non per dargli il contentino, ma perché se gli avessi detto solo "grazie di cuore", non avrei reso l'idea di quello che ho provato.

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Henner si muove appena cercandola con la mano che si appoggia sulla sua gamba

"Non dormi?"
"Adesso spengo, un attimo ancora per favore."

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     Abbiamo parlato di Philip Neville, degli indipendentisti, della guerra... mi ha fatto ridere quando mi ha detto che se tutti fossero come lui non ci sarebbero guerre e spargimenti inutili, ma ha ragione.Non ho mai incontrato un uomo capace di scindere la rabbia dall'odio, di utilizzarla per raggiungere giustizia e non vendetta, E, per quanto mi dica sempre, che è lui che mi ha aspettato per molto tempo e solo ora inizia a vivere, mi rendo sempre più conto di quanto abbia creduto di vivere veramente quando, solamente adesso, mi sento totalmente completa.

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Chiude il quaderno che ripone nel cassetto, spegne la luce e si accoccola tra le braccia di Henner cercandone le labbra nel buio.

"Te l'ho detto oggi quanto ti amo?"
"Credo un paio di volte..." mormora assonnato
"Solo??"
"Buonanotte amore" sbuffa sorridendo appena dandole un bacio tra i capelli
"Notte tesoro..."

mercoledì 29 ottobre 2014

Lontananza

Un bacio sulla guancia
Sorridere voltandosi lentamente
Aprire gli occhi per poi riconoscere quelli che ti stanno guardando

"Come stai principessina?"

    Già...sono su Eleria. Sono passati alcuni giorni da che ho lasciato Henner allo spazioporto di Horyzon. Nessuno dei due voleva sciogliere l'abbraccio eppure stavo andando dai miei zii, mica in guerra a morire.

"Tutto bene?""
Si..cioè...no."
"Che hai? Non sei mai stata così giù di morale quando venivi qui."
"Lo so, vi voglio bene ma..."
mi ero morsa le labbra
"Ti manca così tanto? E' passata solo una settimana che sei arrivata."
"Sarebbe così grave se mi mancasse tanto? Non mi fraintendere tu e lo zio siete sempre stati presenti nella mia vita per quanto possibile e io vi adoro però..."
"Lui è diventato la tua famiglia. Lo comprendo meglio di chiunque altro, credimi..."

è diventato la tua famiglia

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"[---]con te non soffro, riesco a non vederti come una...cosa, da utilizzare e mettere da parte, sei mia sorella, la mia più grande amica, [...]" 
"[...] Voglio solo essere tuo padre, se me lo permetterai [...]"

 Mio fratello.
Mio padre.

   E' stato in quel momento che ho compreso quanto abbia perso in un solo istante e quanto ciò abbia significato per me attaccarmi ancora di più a Henner che ora è diventato:

Mio amico.
Mio amante.
Mio fratello.
Mio padre.
Mio complice
Mio confidente 
Mio consigliere

Sto imparando a dare valore alla totale sincerità, come alla verità.

"[...] Abbiamo ulteriori prove, non potranno scamparla."

    Eppure, in tutto questo, non riesco a non volergli bene, a non essere preoccupata per loro e a domandarmi come stiano o se li rivedrò.

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Avevo annuito sospirando.

"E'....strano. Ogni volta che sono venuta qui mi sono sempre sentita protetta, amata, totalmente a mio agio. Adesso, è come se mancasse qualcosa di fondamentale. Mi sento un pesce fuor d'acqua, spiazzata. Come se mi fosse stato tolto un piede e il mio equilibrio vacillasse per questa ragione. E' diventato l'unica persona che voglio accanto, non è importante se per condividere piccole o grandi cose. Desidero solo vivere con lui."

Mi aveva abbracciato forte con le lacrime agli occhi.

"Non avremmo potuto essere felici per te per un uomo di minor valore. Non saremmo stati capaci di vederti accanto a un altro che non sia Kevin, se non fossi innamorata così."

Mi aveva stampato uno dei suoi baci in fronte e era andata a prendermi la valigia.

"Ma che fai??" 
"La tua valigia. Hai un marito che ti aspetta a casa." 
"Ma zia...non ci siamo ancora sposati." 
"Ufficialmente no. Nel tuo cuore credo che sia tuo marito da tempo."

    E mi sento una ragazzina come non lo sono mai stata a tornare di soppiatto su Horyzon prima del tempo, senza aver detto niente a nessuno, solo per fargli una sorpresa, baciarlo e dirgli che lo amo.


lunedì 20 ottobre 2014

Lies & Secrets



[...]prova a guardare nel tuo cuore e cerca la risposta: colpevole o innocente? Oppure non lo sai? Questo ti chiedo, puoi non rispondermi se non te la senti, lo accetterò comunque.[...]

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"Vogliamo che lo sappia da noi, perchè teniamo a te [...] Hall Point ha organizzato l'omicidio su commissione [...] sono tanti i nomi che sono usciti fuori, tra cui quello di Gustav Beauregard."

*E' tutta una menzogna, Lee e Gray vogliono solo fare lo scoop e hanno diffamato mezza Hall Point, non è la verità. Non hai letto i file dopo che hai hackerato il sistema.*
*Non mi mentirebbero mai su qualcosa simile, ben sapendo quanto mi farebbero male*.
*Ne sei sicura? Sin dove si può spingere la gente pur di ottenere ciò che vuole?*

Volevo piangere, urlare, prendere a pugni qualcosa.
Qualsiasi cosa. 
Invece sono rimasta muta, in silenzio, mentre cercavo di ricordarmi come si respirava. 

"[...] e mi raccomando. Nessuno deve sapere che sei coinvolta anche tu."

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[...] che prove hai che ciò che ti hanno detto è vero?

Perché sono state queste mani a violare i segreti che dovevano rimanere celati sotto il tappeto.

venerdì 17 ottobre 2014

War and Love



Una scia rossa in cielo

Zoey alza il naso all'insù curiosa

Il boato dell'esplosione

gli occhi si spalancano mentre il rumore assordante la fa vacillare, tentennare, sulle sue gambe

*non è vero*

I detriti iniziano a cadere intorno a lei portandosi con sé polvere e una nebbia velenosa

*non è successo veramente*

   Corre verso l'ingresso della torre sud mentre, intorno a lei, alcuni restano letteralmente schiacciati dalle macerie.Occhi pieni di lacrime mentre vive quegli istanti come a rallentatore. 
Entra dentro l'ingresso e con lei quell'aria tossica che le fa lacrimare gli occhi, le chiude la gola impedendole di gridare di non uscire da quel lato. Cerca di farsi comprendere a gesti, ma sono in molti che, nonostante gli sforzi, presi dalla frenesia, escono venendo investiti dalle macerie.

*è solo un brutto incubo*

    Si accasciano o tentano di scappare le persone attorno a lei che cerca di fare altrettanto uscendo da un vicolo secondario.Inspira a pieni polmoni l'aria fresca mentre il rumore dei clacson impazzano e, le grida della gente sono ancora ovattate. Cerca di entrare negli altoparlanti della torre per avvisare quale uscita sia più sicura.

Un altro boato, più vicino, più intenso.

Sta scrivendo Zoey quando vede un collega pietrificato guardare in alto.

*muoviti*

    Resta immobile l'uomo che viene buttato verso l'ingresso solo perchè la dottoressa lo spinge, con tutto il suo corpo, saltando su di lui.



Capital City (Horyzon 15.10.2516)


    Non ha avuto il tempo di tornare a casa, le operazioni si susseguono a ruota, alternandole con un'ora di sonno di tanto in tanto, ora che si tronca sempre prima per via degli incubi.

"Sai dov'è Lee?"
"No, non lo so. Non l'ho sentita."
*Henner dove cavolo sei?* 
"Se la senti avvisami"
"Va bene"
 
*ti prego rispondi a quel dannato cpad*

   Ha aiutato nell'evacuazione, ha visto dei colleghi rimasti uccisi direttamente dall'attacco, altri, supplicare di morire mentre agonizzavano. Non ha pianto, non ha battuto ciglio, li ha spostati o fatti spostare in base alla loro gravità, ha dato le direttive impeccabile e impassibile solo per mettersi a lavorare più tardi in ospedale per i casi più urgenti. 

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"il problema non è "non sbagliare", nessuno non sbaglia mai, siamo esseri umani. Non pretendo che tu sappia sempre fare la cosa giusta. Ma io non ho mai sentito uno scusami [...]Che cosa vuoi davvero da me?"
"... voglio essere tuo padre e voglio fare qualunque cosa per riuscirci, se vorrai ancora darmi una possibilità, ancora una, una soltanto... "
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    Ne ha persi molti sotto i ferri, troppi dissanguati, altri avevano ferite troppo gravi da dover ricevere un trapianto per poter avere qualche speranza. 
Più la stima dei morti gratuiti (uomini, donne, vecchi, bambini) aumentava, più cresceva quel senso di rabbia dentro di lei.

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"Vuoi davvero considerarmi come tuo padre ben sapendo che, se scoppiasse una guerra, saremo su due schieramenti differenti? Tu sei cresciuta con i principi dell'Alleanza, io ho combattuto per gli Indipendentisti, e lo farei di nuovo."
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*...e lo farei di nuovo...*
*è questo che hai provato tanti anni fa?*
*hai partecipato anche a questa guerra?*

    Ha tagliato, ha cucito e solo quando era arrivata al limite era tornata a casa per riposare un po' di più e riprendere la mattina seguente.

"Sto bene, sono alla base. Tu dove sei?"

*Sta bene....Zoey respira, sta bene...*
*è solo tutto inutile... l'odio genera solo odio.*

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L'acqua lava tutto: la sporcizia, il sangue, l'ansia, le sofferenze, le grida.
Si abbandona all'acqua calda iniziando a piangere in singhiozzi nervosi.

"Zoey... stai piangendo? " 
*taci e abbracciami*

    Appena lo vede apre la doccia gettandosi al collo per scoppiare a piangere ancora di più. Ha vissuto nella tensione e nel terrore di averlo perso per ore che sono sembrate infinite. Ha avuto paura di morire, l'ha scampata più volte per un soffio.

" ...sono qui... amore mio sono qui [...] Quando ho sentito che anche la Blue Sun è stata attaccata, ho temuto di perderti." 
*anche io* 
"sto bene, stai bene, stiamo bene... va tutto bene"

    Baciarsi come se fosse mancato l'ossigeno per troppo tempo, aver voglia di rimanere abbracciati il più a lungo possibile perchè, domani, non hai la più pallida idea se potrai vedere il suo viso, perchè è questa la consapevolezza che, violentemente, ha squarciato il suo animo.
Essere felici percependo solo la presenza dell'altra persona, godendo dell'amore e dolcezza reciproca senza che vi sia implicato il sesso. E' qualcosa che va ben oltre una semplice unione carnale, è...puro.

"sei...diverso.sei...diventato più sensibile. Devo ringraziare gli indipendentisti?"
"... per te questa è una situazione nuova... pensavo avessi bisogno di più di quello che normalmente riesco a darti."

    Stupirsi della capacità di entrare in sintonia con gli stati d'animo l'un dell'altro, percepirsi ancor prima di esprimersi a parole. E' un unione di animo e di mente, non più di pelle e sangue.

"Resti con me tutta stanotte vero? Ho paura di fare degli incubi."
"Resterò con te. Te lo prometto."
"Henner io..."
 
*voglio solo diventare tua moglie*

    Azzittirsi perchè non è il momento, perchè non si può essere così egoisti in un periodo di disperazione così generale. Non...può.

"Arrivo subito [...] potrebbe essere il lavoro"

    Vestirsi mentre si cerca di non pensare a niente ma è difficile quando la mente ti fa brutti scherzi presentandoti a random i visi di coloro che non ce l'hanno fatta. Troppi in un sol giorno.

"Zoey... potresti sederti un attimo? "

    Il terrore che possa essere successo qualcosa di grave, che vi siano altre notizie brutte da aggiungere alla lunga sequenza che pare non avere fine.

"...volevo dirti che oggi ho capito quanto tu sia veramente una parte di me, senza la quale non vorrei e non potrei vivere... sei la mia debolezza, e la mia forza.Ti ho aspettato per una vita, senza nemmeno rendermene conto... perchè solo da quando sei con me, sento di aver iniziato veramente a vivere... Zoey... vuoi rendermi l'uomo più felice di questo verse, accettando di sposarmi?"

    Lacrime che premono sul petto sino a farlo scoppiare, non riuscire a trovare le parole adatte per rispondere e, quindi, farsi guidare dall'istinto cercandone le labbra, una risposta universale.

"ho vissuto una vita con un cognome che non mi apparteneva, e ho trovato la mia famiglia in te.Quindi, si...si e ancora altre diecimila volte si."

    La mano che trema mentre scendono le lacrime, lui che le infila l'anello spiegandole la ragione della scelta del gioiello. Sapere che, da quel momento in poi, non vivrà più per se stessa ma per una famiglia. Avere la certezza che farebbe qualsiasi cosa per renderlo felice perchè è la sua famiglia.



Perchè solo da quando sei con me ho iniziato a vivere (Horyzon, 16.10.2516)


Si può essere talmente felici da scoppiare il cuore mentre, attorno a te, è scoppiato il mondo?

martedì 14 ottobre 2014

La figlia bastarda di nessuno


   Ho sempre avuto il sonno leggero da che ho memoria, percepisco facilmente la presenza di qualcuno attorno a me. 
Non so a che ora sia rientrato Owen, di certo molto più tardi di quando sono andata io in camera.
Appena mi sono mossa mugugnando mentre lui si infilava sotto le coperte, l'ho sentito sussultare.
Ho aperto gli occhi e l'ho guardato mentre la luce del comodino era ancora accesa.

"Che cosa è successo?"

    Aveva cercato di raccontarmi approssimativamente o meglio, genericamente, ciò che, ultimamente, sta diventando la sua costante: attirare persone che hanno dei problemi da risolvere.

"Tu, piuttosto? Mi dici perché hai pianto o no? Perché, davvero.. io la testa sulle spalle vorrei tenerla.. sai com’è.. "

Avevo scosso la testa, cercando di fargli una carezza sulla guancia 

"Attiri persone con problemi perchè dici di avere le spalle larghe per sopportarle, ma tutti abbiamo il proprio limite e, non ti preoccupare, non è importante."

Ho mentito ma sembrava che anche lui avesse voglia di dormire, stravolto.

"Buonanotte Owie."

    M'ero rannicchiata mentre abbracciavo il cuscino su cui avevo spruzzato il profumo di Henner che m'ero portata dietro. Eravamo in due a non aver voglia di parlare e nemmeno la mattina seguente ho tirato fuori l'argomento. Cerca già sin troppo di sostenere e risolvere questioni che non gli appartengono.

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"Che cosa è successo?"
"Avrà avuto le sue ragioni per non dirtelo. Se gli vuoi bene dovresti essere felice per lui."
"Sei poi andato al matrimonio di quel dottore? Come si chiama?"
"Beauregard, si... è stata una bella cerimonia"
"Ho qualcosa da dirti, ma non è il luogo né il momento adatto. [...]"

     I visi della festa si susseguono in quello che diventa un incubo, si sveglia la rossa spalancando gli occhi che si aprono sul viso di Owen. Stringe di più il cuscino cercando una presenza in quel momento assente e si morde il labbro con forza sino a farlo sanguinare.
Le idee si sistemano nella sua testa.
Scrive qualcosa sul cpad che segna le cinque del mattino.

Mi manchi... 

Mi manchi terribilmente. E avrei bisogno di un tuo abbraccio perché sei l'unico, in questo dannatissimo Verse, che so che non cambierai da giorno a notte.Ti amo. 

Zoey

Riappoggia il cpad con lentezza sul comodino sospirando. Nella mente un solo pensiero:


*Sono solo la figlia bastarda di nessuno*


venerdì 10 ottobre 2014

Paint and Pain


Zoey Miller (Eleria 2051)

"Se non vuoi parlare con me, dovresti almeno provare a sfogare i tuoi sentimenti con qualcosa di costruttivo."

    La dodicenne lo aveva guardato abbastanza apatica aspettando che lo psicologo continuasse con il suo monologo.

"Ma si! Mi hanno detto che al centro psichiatrico hai seguito il corso di disegno, perchè non provi a dipingere qualcosa?"

    Una volta tanto mi era sembrato che quell'uomo dai capelli rossi non avesse avuto una cattiva idea.
Avevo preso una grande tela bianca, colori e pennelli.
Le idee scorrevano fluide, mentre l'immagine che avevo nella mente si concretizzava in macchie di tonalità differenti che avevano un senso logico. Il risultato abbastanza simile a quello che volevo, carino per essere stato fatto da una tredicenne, ma allo stesso tempo terrificante.
Era l'urlo muto a tutto ciò che stavo vivendo. 
Nessuno, però, lo lesse mai con la giusta chiave di lettura, a parte Logan.

"Tra simili, ci si riconosce"


Innocenty  di Zoey Miller (Eleria 2502)

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Kevin mi abbracciava stretto stretto a lui, coccolandomi i capelli su cui aveva donato un bacio

"Sai Zoey, mi hanno già preso al General Hospital di Yindu. Inizierò la prossima settimana."
"Ah sì?"
"Si, ho trovato con chi condividere l'appartamento, starò in centro a due passi dal lavoro."
"Ah..."
"Ma puoi venire quando vuoi, lo sai!"

    L'avevo guardato e gli avevo sorriso. Sapevo che adesso sarebbe stato molto più impegnato e che io, d'altro canto, sarei stata una preda molto più facile.
Avevo preso un'altra tela, molto più lunga, avevo iniziato a dipingere con un'holoimmagine come riferimento. Il paesaggio, un campo di papaveri di Greenfield, più prendeva forma, più mi sentivo sprofondare in esso perchè i pugni violenti sulla porta che mi reclamavano, erano pugni nel mio stomaco che mi facevano comprendere quanto fossi prigioniera in casa mia.

Fu l'estate peggiore della mia vita.

    Avevo guardato la lama del rasoio solo per curiosità, volevo riprodurre il rosso dei papaveri della stessa tonalità del mio sangue. Alla fine, mi sono ritrovata a farlo colare direttamente sulla tavolozza per utilizzarlo.
Non mi rendevo conto nemmeno del freddo che mi stava avvolgendo, del pallore ancora più marcato della mia pelle. Il quadro stava venendo via via come desideravo, i colori erano vividi, accesi, perché stavano assorbendo nella tela la mia stessa vita.
Ero crollata con il pennello ancora in mano, dopo...il buio.

"Zoey! Zoey!"
 la luce mi abbagliava
"Zoey, per favore guardami." 
Il bip della macchina era ritmico ma estremamente lento
"Ha perso conoscenza non sappiamo per quanto. L'abbiamo presa per i capelli, ma dobbiamo valutare che non abbia alcun danno cerebrale."
"Danno cerebrale?!"
"Si, per mancanza di ossigeno al cervello. Stiamo portando i livelli ematici nella norma ma...quello..."
"Dio mio..che cosa è successo Zoey??"

Sentivo la voce di mio cugino nitidamente, ne percepivo la preoccupazione eppure continuavo a pensare solo a una cosa:

Perchè non mi avete lasciato su quel dannatissimo pavimento?


Escape di Zoey Miller (Eleria 2506)

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    Mi avevano accettato all'Università, avevo trovato un posto nel campus lontano da casa, lontano dal mio incubo. Avevo preso una decisione che stavo dipingendo mettendo colori su tela.
Finito di completare il mio capolavoro, mi ero preoccupata di scrivere dietro una dedica a me stessa, come un memoriale:

"Perchè possa sempre essere sempre come una bambina, alla scoperta del mondo, pronta a farmi stupire da tutto e a viverlo con passione."


Little Girl di Zoey Miller (Eleria 2058)

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"E' per Henner? Ho capito bene?"
"Si, mi ha ispirato lui."

    Solo Nicole e Owen l'avevano visto finito, mi ero rifiutata di mostrarlo a chiunque altro perchè era qualcosa di strettamente personale. Intimo. Avevo scritto una dedica dietro ed ero stata ben attenta a non rovinare la pittura, volevo fargli una sorpresa ma volevo darglielo al momento giusto.

All'altra metà di me. A chi colora la mia vita, riuscendo a entrare nel mio cuore in punta di piedi riempiendolo totalmente e aiutandomi a espanderlo. Perchè la sua cura ha l'effetto di un balsamo miracoloso che riesce a cullarmi e proteggermi dai miei incubi peggiori. Che mi fa vivere, per la prima volta, nella completa fiducia che non mi accadrà nulla di male. 
Ti Amo Henner.
Zoey



My Love di Zoey Miller (Horyzon 2516)



martedì 7 ottobre 2014

All of me




Risate

Mi sto perdendo.

Un gesto semplice, naturale

No, mento.

Mi ritrovo sulla sua spalla, esattamente come faceva Kevin.

E' troppo tardi. 

Nasce profonda e viscerale l'emozione che brucia le guance

Mi sono già persa...


    Avevo vietato a Owen di farlo, mi ero ribellata con tutta me stessa per la sacralità che vi era dietro a tutto quello. Al sentimento puro che avevo provato solo una volta.
Ma questa...

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"Sei davvero sicura sia lui la persona che può renderti felice e che può donarti un futuro colmo di sorrisi e di amore?"


 avevo bisogno di lui, desideravo le sue labbra, la sua bocca, come aria.


"Come può amarti una persona che ti - vieta - di fare ciò che vuoi!"

Respiravo il profumo come incenso persistente, sfiorandone la pelle, bruciandomi ad ogni contatto.

"Tu devi promettermi, che non farai nulla in prima persona o alle mie spalle... ti amo, e questa tua sincerità è per me molto importante... non mi perdonerei mai se ti succedesse qualcosa... stiamo parlando di persone che uccidono come se niente fosse... "

Lo conducevo a me, assaporando il calore del suo corpo a contatto col mio,

"Un passaggio segreto [...] vuoi andare a vedere?"
"No..."


solo per divenire un'unica voce, espressione di un sentimento più forte di noi due.

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    Accoccolata su di lui, protetta dal suo braccio, mi sono resa conto di quanto sia riuscito a radicarsi nel mio cuore, aprendo, pian piano, tutte quelle parti che avevo deciso di sigillare per serbare il ricordo di un fantasma.
    Sono incapace di mentirgli, sono incapace di nascondergli qualcosa, perchè il dolore che provo a non poter condividere qualcosa con lui è peggiore di qualsiasi verità possa essere poco piacevole.
Mi alzo, cercando di non svegliarlo, anche se è più forte di me cercarne le labbra ancora una volta. Esco dal letto in punta di piedi, spostandomi per la casa senza aver voglia di coprirmi, scendo sino lo studio solo per prendere un pezzo di carta, scrivere qualcosa, ripiegarlo per metterlo in tasca della sua divisa.
    E, come mi ero allontanata in silenzio, allo stesso modo ritorno tra le sue braccia, ricercandolo ancora una volta. Un sussurro all'orecchio:

"Ho voglia di te."

Un sorriso...


[nella tasca della giacca, un biglietto piegato in quattro.]
Non hai idea di quello che abbia provato.
Ti ho desiderato con tutta me stessa stanotte perchè ho compreso che tu sei la vera metà di me, la parte mancante che ho cercato a lungo. 

TI AMO  
più di quanto abbia mai fatto sin'ora.
Zoey



mercoledì 1 ottobre 2014

Johann


"Ehi tu..bel musetto."

Mi aveva afferrato il mento alzandolo come per osservarmi meglio, più da vicino.

"Stai indossando la maglia sbagliata, lo sai? Se vuoi te ne trovo una coi colori giusti, così che possa urlare bene il mio nome."
"E' meglio che mi lasci stare, sai?"
"Altrimenti mi tiri un pugno in faccia?"
"Io no, lui sì."

E così, ancora prima che potessero iniziare a giocare la partita di Pyramid tra le loro squadre universitarie, i due capitani s'erano ritrovati ad azzuffarsi sotto gli spalti venendo espulsi seduta stante.

"Siete due disastri."

Mi ero preoccupata di farmi dare il kit del pronto soccorso per medicare i due impiastri che si erano gonfiati di botte. Kevin teneva reclinata indietro la testa tamponandosi il naso, Johann aveva il labbro spaccato che stavo disinfettando e tamponando con una garza sterile. Nonostante non avessi ancora iniziato medicina, si vedeva che non ero esattamente digiuna. 
Mi aveva guardato negli occhi mentre lavoravo con calma e diligenza.

"Sei brava...dovresti farlo come lavoro."

Avevo sorriso 

"E' quello che intendo fare. E adesso...chiedetevi scusa e presentatevi."

Il mio tono era categorico. Si erano stretti la mano anche se si guardavano un po' torvi.

"Kevin Miller."
"Johann Norton. E' la tua ragazza?"
"No, è mia cugina."
"Beh, bella fortuna. Le mie cugine sono inguardabili! Ci posso provare?"
"Vuoi ricominciare?"
"Scherzavo! Scherzavo!" 
Avevano riso, si erano presi una birra insieme ed erano diventati amici. Insomma, un'altra testa di cavolo tra i piedi.


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Ho saputo di Kevin,
mi dispiace, davvero. Dave mi ha anche detto che ti sei trasferita su Horyzon.
Quando avevi intenzione di dirmelo?
Senti, quando vuoi, ci sono anche per un caffè. 
Johann.


Johann Norton, la più grande testa di cavolo che abbia mai conosciuto ma che riusciva sempre a farmi ridere.